lunedì 11 febbraio 2019

Le leggende valgrandine nelle cartoline di Mario De Micheli

Ci sono uomini che scivolano nell’oblio, senza particolare motivo e ancor più inspiegabilmente se in vita hanno goduto di una qualche fama.
Alcuni di loro sono stati al centro delle mie ricerche: ripenso all’ecclesiastico cossognese Martino De Velate che nel Verbano e nell’Ossola tra Trecento e Quattrocento si distinse per carriera (arrivò ad essere vicario vescovile) e numero di figli (quattro sono quelli che conosciamo perché citati su vecchie pergamene); ai pittori caprezzesi Baldassare e Serafino Verazzi, padre e figlio, di cui del primo quest’anno ricorre il bicentenario della nascita; alla guida alpina d’Intragna Antonio Garoni, protagonista del libro che dà il titolo a questo mio blog.

Non contento, già da qualche anno sono sulle tracce di un altro di questi illustri personaggi dimenticati, M. De Micheli, pittore e illustratore (oltre che editore) di cartoline. Ho scritto, volutamente, solo l’iniziale perché sembra che di costui fino a 2 anni fa nessuno più ricordasse neppure il nome di battesimo. Così è citato, M. De Micheli, ogniqualvolta una sua cartolina – famose sono quelle dedicate alle leggende dei monti verbanesi – è stata pubblicata su carta stampata o web.



Quando a fine 2016 decisi di impreziosire la copertina della rivista “Vallintrasche 2015-2016” con un suo dipinto raffigurante l’alpe Biogna (poi utilizzato anche per il volume "I curt di Biogna"), mi venne in soccorso lo storico pallanzese Leonardo Parachini che del De Micheli aveva trovato una richiesta inviata nel 1927 al Comune di Intra, ora depositata in uno dei fondi dell’Archivio di Stato di Verbania. Grazie a quel documento riscoprii il suo nome, Mario. Altre notizie le ho poi rintracciate, disperse su giornali locali, per una breve nota pubblicata sul recente volume “Luoghi leggendari. Racconti tradizionali e itinerari di scoperta della Val Grande e terre limitrofe (Comitato Donne del Parco e Parco Nazionale Val Grande, 2018).

«Deceduto noto artista verbanese», così su “Il Verbano” del 21 maggio del 1971 veniva ricordato Mario De Micheli, scomparso all’età di 83 anni, «originale artista del pennello, la cui singolarità era di interpretare e dipingere curiose vicende ambientate nelle montagne del Lago Maggiore e le leggende che si raccontano dell’entroterra verbanese».
Litografo «ricercato e finissimo», si era perfezionato a Zurigo e a Parigi. Per la sua vena artistica si era meritato giustamente il titolo di «pittore delle leggende», le più famose delle quali erano state riprese negli anni ’60 in un servizio della RAI torinese.
Molto conosciuto a Intra, dove nel 1927 aveva aperto uno studio-negozio in via San Vittore al civico 99, fu socio del Club Alpino Italiano, direttore di numerose gite organizzate dalla Sezione Verbano, nonché autore di una serie di cartoline dedicate a paesi e monti verbanesi. Negli anni Venti fu anche presidente del circolo "Insì par rid” e compose i testi di alcune delle più belle canzoni dialettali della sua Intra.

Di lui, come sopra accennato, si ricordano soprattutto le curiose cartoline, qui riprodotte, dedicate alle leggende di queste terre tra Verbano e Val Grande.



Di queste – alcune già pubblicate da Teresio Valsesia e, di recente, dal gruppo FB "Verbania Antiche Immagini" – parla anche Pietro Pisano nel suo libro “Giacomo Bove. Un Esploratore e un Sentiero tra Verbano e Ossola” (2016 e 2017) che ricorda come da questi testi «riprodotti su alcuni dipinti di M. De Micheli e ora conservati al Museo del Paesaggio di Verbania, […] decenni or sono vennero ricavate e commercializzate alcune cartoline in bianco e nero». Gianni Pizzigoni, già direttore del Museo del Paesaggio, sarebbe stata una fonte preziosa e forse unica di notizie riguardanti il De Micheli, che sicuramente conobbe personalmente, ma – ahimè – più veloce della mia curiosità è stata la Nera mietitrice (il prof. Pizzigoni è scomparso nel giugno 2018 all’età di 77 anni).


           



Questo è quel che ho trovato su Mario De Micheli. Confido nel fatto che il mio scritto possa stimolare la raccolta di altre notizie sulla vita di questo uomo e, soprattutto, la sua riscoperta come artista.




A vostro beneficio, cari lettori, mi piace concludere con questa divertente cronaca apparsa su “La Gazzetta del Lago Maggiore” del 4 agosto 1923. Ci aiuta a meglio comprendere la “briosa” allegria che caratterizzava il De Micheli e il suo Circolo “Insì par rid” ((Tanto per ridere).

Echi della gita a Lugano

Rileviamo dal giornale luganese La ViolettaDomenica la Società In si per rid di Intra, arrivò alla stazione di Lugano-Ponte Tresa con battello speciale. I delegati di Lugano dopo parecchie telefonate, telegrammi e più specialmente mercè il telegrafo senza fili, riuscirono ad incontrarsi con parte dei soci dell’anzidetta società. Formatosi il corteo, colla musica in testa, il Presidente sig. Mario De Micheli, il segretario Luisin «baloss!» e i delegati di Lugano, e non quelli di Monza (come tanti vorrebbero far credere) al suono di briose marcie, il corteo… parziale sfilando fra due fitte siepi di popolo, si diresse al Parco Civico, dove furono visitati i monumenti colà esistenti e la sala della nostra Civica Filarmonica. All’Albergo «Volta» venne offerto il vino d’onore e due eminenti avvocati dissero brevi ma concisi e appropriati discorsi, che alla fine furono accolti da scroscianti applausi. A mezzogiorno, al Ronco, ebbe luogo il banchetto dove il sig. Minella, detto Biaggi, seppe farsi veramente onore. Ecco il... programma.
- Coro d’introduzione: buon appetito sul motivo di una Minestra al Brodo (tempo andantino).
- Sinfonia del Manzo alla Gigolette con abbondante Guarnizione (tempo Allegro, Vivace e Fortissimo).
- Polka al Formaggio Bella Lugano (tempo Rallentando e Diminuendo).
- Valzer Souvenir di un buon Caffè (tempo digerendo).
Accompagnamento con mezza Bottiglia di Vino.
Dopo il banchetto vennero tributati gli onori a Tersicore. Vivo interesse suscitò il... ballo riservato fra il sig. Pa Liu il più vecchio luganese ed il signor Carmagnola industriale di Intra. Si deve considerare che erano quasi due secoli che giravano contemporaneamente a suon di musica.
Il ricordo grato lasciato a Lugano dalla Società Insi per rid non sarà tanto presto dimenticato, e quale interprete della popolazione luganese porgo i più vivi ringraziamenti alla simpatica Società che con gentile pensiero scelse Lugano come meta della sua gita sociale e auguro di perseverare nella via da essa tracciatasi, ed aggiungo: che l’avvento di quest’anno abbia a ripetersi anche negli anni futuri. Nevvero signor Mario?






Ringrazio Tiziano Maioli per aver gentilmente concesso la pubblicazione delle cartoline "Vallata del S. Bernardino" e "Vallata del S. Giovanni". Le altre cartoline qui riprodotte appartengono alla mia collezione.

Bibliografia

F. Copiatti, Le leggende valgrandine nelle cartoline di Mario De Micheli, in Luoghi leggendari. Racconti tradizionali e itinerari di scoperta della Val Grande e terre limitrofe, 2018, pp. 60-65.
R. Bossi, T. Valsesia (a cura di), Val Grande, parco naturale, 1974, p. 26.
T. Valsesia, Conoscere la Val Grande, l’Alto Verbano e la Valle Intrasca, 1998, pp. 16-17.
P. Pisano, Giacomo Bove. Un Esploratore e un Sentiero tra Verbano e Ossola, 2016, pp. 173-180.
P.Chiaberta, Non è vera ma è così, Racconti e favole della Valle Intrasca, 2000.

© Fabio Copiatti

Nessun commento:

Posta un commento

"Lo vidi saltare sul posteriore di una vacca al pascolo": la presenza storica dell'orso tra Verbano e Ossola

L’orso sembra essere tornato sui monti delle Valli Intrasche. Dalla destra orografica dell’Ossola, dove le segnalazioni sono documentate co...