giovedì 18 aprile 2024

La storia di Tel, il cane dei fratelli Benzi

Un racconto di Carolina Lina Pirovini (1906-1991)

A Cicogna c’era Tel, un bravissimo cane da caccia. Faceva parte della numerosa brigata dei sette fratellini Benzi. Mia madre Bice era una di loro. Tel conosceva tutte le case e le abitudini degli abitanti del paese. Per svolgere i suoi dispetti, lui era sempre in movimento. Dalle sue terrazze osservava tutto. Allora si metteva all’opera, prendeva di mira la tal casa, perché i grandi erano già usciti per i lavori dei campi e i piccoli ancora dormivano. Sulle porte di quelle antiche cucine c’erano i famosi catenacci, che lui afferrava coi denti e apriva, perché sapeva che sul fuoco, che andava spegnendosi, c’era la pentola pronta con la semplice colazione mattutina e, lap lap, in un attimo leccava tutto. E sì che a casa sua il cibo era sempre abbondante! Ma far dispetti era una virtù del suo carattere. Così i piccoli, piangendo, andavano dal nonno a lagnarsi e costui, sorridendo sotto i baffoni, doveva rimediare alla colazione.

domenica 10 dicembre 2023

La campana nuova. Novella di Natale

In un arroccato paesino della Valle Intrasca vi era un tempo una vecchia chiesa, un vecchio parroco e una campana anch’essa vecchia e così malandata che, a sentirla suonare, pareva il tossire raschioso di un’anziana gravemente influenzata. Ma anche il buon parroco non se la passava meglio, anzi sulla sua schiena gravavano, pesanti come una robusta carica di legna, tutti i suoi settantaquattro anni trascorsi in quei luoghi assai faticosi. Il volto del prete era rugoso, incorniciato da lunghi capelli bianchi che gli pendevano ai lati simili ai ciuffi di canapa che le montanare solevano filare d'inverno, ciarlando del più e del meno davanti al fuoco scoppiettante del camino.
S'appressava sempre più il tempo delle nozze d’oro di don Raffaele con la Chiesa, e poiché nei lunghi anni del suo sacerdozio egli s’era comportato con dignità, preoccupandosi sempre del bene altrui, i parrocchiani, in comune intento, decisero di ricompensarlo con un bel dono.
I tre fabbricieri fecero segretamente la questua di casa in casa e, quando ebbero raccolto un gruzzolo di ben venticinque pezzi d’oro da venti lire, consegnarono la somma a don Raffaele pregandolo d’andare, con suo comodo, a Novara ad acquistare la campana nuova da lui tanto desiderata.
– Miei cari ragazzi – mormorò commosso il vecchio sacerdote – ma è proprio il Signore che, per così dire... –, poi s’interruppe commosso senza riuscire a dir altro.


sabato 25 marzo 2023

La vera storia dell’aquila di Cicogna (Noterelle valgrandine #3)

Tra i lettori di “Val Grande ultimo paradiso”, il libro di Teresio Valsesia che meglio di altri illustra l’area protetta più vasta delle Alpi, chi non ricorda la foto che immortala il parroco di Cicogna in posa con un’aquila al suo fianco?
Una scarna didascalia ci tramanda che il prete era “Don Antonio Fiora, con l’aquila catturata in paese, il 4 febbraio 1955, da Alfonso Benzi”.

Foto pubblicata da Teresio Valsesia sul libro "Val Grande ultimo paradiso", Alberti libraio editore, Intra 1985.

domenica 12 marzo 2023

Ricordi di un’avventura in Val Grande: agosto 1965 (Noterelle valgrandine #2)

«1965. Questi due cucchiai e una forchetta di legno ce li siamo fatti quando siamo rimasti isolati senza cibo per 3 giorni nel rifugio di La Piana nella Valle Grande di Novara con Ruggero Tomaselli, il forestale Dr. Ingannamorte e altri, a causa di alluvione che ci ha bloccato senza possibilità di guado del fiume e senza possibilità di recupero con l’elicottero. Cucchiai e forchetta non hanno servito, era un desiderio. Mario Pavan».


Così si legge sul cartellino che accompagna due cucchiai e una forchetta in legno conservati nell’Archivio Mario Pavan presso il Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell'Università di Pavia.

giovedì 9 marzo 2023

Nuove considerazioni sul toponimo “Val Grande” (Noterelle valgrandine #1)

A conclusione di una breve nota di toponomastica valgrandina presentata a Milano nel 2015 al convegno “I nomi delle montagne prima di cartografi e alpinisti” (Copiatti 2016, pp. 87-93), segnalai un atto notarile del 1683 dove compaiono una Val Grande di Angiascha, Cossogno et Miazina, ma anche una Val Grande del Faj (nota 1) e, ancora prima, un documento del 1614 in cui è citata una Valle Magna appellata Valfoiera (nota 2).
Sono questi, allo stato attuale delle ricerche, i documenti più antichi che attestano l'esistenza del toponimo “Val Grande” in quel dedalo selvaggio di valli e convalli.

Val Grande nei pressi dell'Arca (foto L. Zanotti)

sabato 7 gennaio 2023

"Tra crepacci profondi e guglie sublimi": Ester della Valle di Casanova e Gigetta Matricardi, alpiniste verbanesi (seconda e ultima parte)

per leggere la prima parte dell’articolo clicca su- prima parte

Per Ester della Valle di Casanova e Gigetta Matricardi quelli a venire furono anni intensi, sempre in cordata tra le Alpi Occidentali e le Dolomiti.

Ester della Valle di Casanova e Aldo Bonacossa in cordata
(foto archivio Marzio Govoni, g.c.)

giovedì 22 dicembre 2022

"Ul mercà scuvet" di Intra e una novella natalizia

Per decenni – forse secoli? – nel giorno della Vigilia di Natale il Mercà scuvet animò piazze e vie di Intra.
Già di buon mattino i bambini venivano strappati dal letto, insonnoliti e infreddoliti, perché godessero l’emozione del rumoroso e febbrile tramestio dell’incipiente mercato. Erano settimane che ascoltavano gli adulti parlare animosamente dello Scuèt della Vigilia e dei suoi banchi stracolmi d’ogni ben di Dio.

Mercato a Intra, cartolina viaggiata nel 1904

La storia di Tel, il cane dei fratelli Benzi

Un racconto di Carolina  “ Lina ”  Pirovini (1906-1991) A Cicogna c’era Tel, un bravissimo cane da caccia. Faceva parte della numerosa briga...